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I cocktails

L’origine del cocktail e’ americana e risale alla fine del secolo scorso. In quanto all’inventore di questo tipo di bevande le opinioni sono diverse; alcuni garantiscono che il primo cocktail fosse preparato dalla vivandiera di un reggimento di cavalleria, come variante del vino e dell’acquavite che era solita servire ai soldati; altri affermano che questa miscela sia stata preparata la prima volta da una certa Peggy Van Eyck, figlia del padrone della taverna “Coda di gallo” (cocktail in inglese significa appunto coda di gallo), per infondere coraggio al proprio fidanzato che doveva chiedere la sua mano al padre piuttosto terribile.

Probabilmente il nome “cocktail” proviene invece dal fatto che queste bevande all’inizio venivano composte cosi': in un alto bicchiere si versavano con precauzione i vari componenti alcoolici, prima i piu’ pesanti e poi i piu’ leggeri, formando cosi’ strati variamente colorati che, con un po’ di buona volonta’, potevano rievocare l’alternarsi dei colori della coda del gallo.

In Europa, i cocktails, nella loro forma attuale, furono introdotti nel 1889 in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi allorche’ si inauguravano i primi bar. Infatti i cocktails in origine non venivano mai serviti nelle case private, ma esclusivamente nei bar all’americana.

Solo dopo la prima guerra mondiale i cocktails divennero una consuetudine durante riunioni e ricevimenti e a poco a poco finirono col sostituire l’uso anglosassone del te’ a meta’ pomeriggio.

GLI INGREDIENTI DEL COCKTAIL

Il cocktail e’ dunque una miscela di liquori, servita sia con ghiaccio pestato, sia con cubetti di ghiaccio a seconda della ricetta.

In ogni cocktail vi e’ un ingrediente la cui quantita’ supera di molto quella degli altri. Gli ingredienti base per la preparazione dei cocktails piu’ comuni sono il Vermouth, il Gin, il Rhum, il Whisky, il Cognac o il Brandy e la Vodka. Anche lo Champagne viene usato come ingrediente principale di un certo numero di cocktails abbastanza leggeri.

La bonta’ di un cocktail deriva prima di tutto dalla qualita’ dei liquori impiegati (devono essere sempre di ottima marca), poi dal loro accordo e dalla loro dosatura, quindi dalla temperatura e infine, dalla “guarnizione”, ossia da olive, scorza di limone, scorza o fettina di arancia, ciliegina.

In genere le dosi contenute nelle varie ricette sono per una sola persona, quindi se gli ospiti sono diversi, basta moltiplicare le dosi per il numero di essi. Il cocktail va preparato al momento di servirlo, ma, se dovete offrire un cocktail a molte persone, preparatelo in anticipo e tenetelo poi in fresco in una caraffa fino al momento di servirlo.

COMPOSIZIONE DEL BAR PER I COCKTAILS

Sebbene i cocktails siano innumerevoli, quelli che normalmente si offrono nel corso di un incontro tra amici non sono piu’ di 3 o 4, scelti appunto fra i piu’ classici e famosi. Non vi e’ quindi bisogno di avere una quantita’ eccessiva di bottiglie di gran marca a disposizione per offrire dei buoni cocktails; sulla base che troverete piu’  sotto, potrete formare un bar completo, arricchendolo anche con qualche vino pregiato da offrire come aperitivo a chi non gradisca in modo particolare i cocktails. Abbiate dunque nel vostro bar:

  • 1 bottiglia di Vermouth dolce
  • 1 bottiglia di Vermouth amaro
  • 1 bottiglia di Vermouth secco
  • 1 bottiglia di Angostura o di Bitter
  • 1 bottiglia di Gin
  • 1 bottiglia di Whisky
  • 1 bottiglia di Vodka
  • 1 bottiglia di Cognac o di Brandy
  • 1 bottiglia di Rhum
  • 1 o 2 bottiglie di liquore dolce (Cointreau, Benedectine, Curaçao, Apricot brandy).

DOLCIFICANTI E AROMI

In molti cocktails si aggiunge un dolcificante. Lo zucchero in polvere si scioglie male nell’alcool; quindi il sistema piu’ semplice e’ quello di usare lo sciroppo di zucchero, ottenuto sciogliendo lo zucchero in pari quantita’ di acqua. (calcolate che 1 cucchiaio di sciroppo equivale a un cucchiaio di zucchero in polvere).

Alcuni liquori come Strega, Benedectine, Chartreuse, Cointreau,  vengono aggiunti ai cocktails per addolcirli e aromatizzarli.

Poiche’ si tratta di liquori molto concentrati, bisogna usarli con grandissima parsimonia: poche gocce, aggiunte a qualunque cocktail, ne arricchiranno il sapore e il profumo.

IL CORREDO PER IL COCKTAIL

Ecco tutto cio’ che occorre per preparare e per offrire un cocktail:

  • lo “shaker” o scuotitore
  • il “mixer” o miscelatore
  • il cucchiaino a manico lungo per il misceltore
  • il bicchiere-misurino per dosare i liquori
  • il secchiello per  i cubetti di ghiaccio
  • il trita-ghiaccio
  • il colino
  • il coltellino per tagliare la buccia di limone o di arancia
  • lo spremi-limone
  • il sifone del seltz

COME SI PREPARA IL COCKTAIL

Preparare un buon cocktail e’ quasi un’arte: vi sono barmen famosi che circondano del piu’ assoluto segreto le ricette dei cocktails di loro invenzione, mentre altri le rivelano come se si trattasse di elisir di lunga vita.

Senza arrivare a questi eccessi, diciamo che chiunque puo’ preparare un buon cocktail, primo: se  ha una ricetta sperimentata e sicura; secondo: se ha a disposizione tutto il necessario “corredo” per la sua preparazione.

Nello shaker, mettete il ghiaccio a pezzetti, lo zucchero (se ci vuole), la scorza  o il succo di limone o di arancia. Prendete poi il bicchiere graduato, il cosiddetto misurino e riempitelo, a seconda delle indicazioni che da’ la ricetta, con i liquori necessari (ad es. 1/3 di misurino di Gin, 1/3 di Vermouth bianco, 1/3 di Vermouth rosso), versate i liquori uno alla volta nello shaker, chiudetelo bene e cominciate ad agitare con vigore.

Fate riposare un momento, poi agitate piu’ lentamente. Riaprite lo shaker  e versate il contenuto nei bicchieri passandolo al colino per trattenere le scorze e i pezzetti di ghiaccio.

Se si tratta di un cocktail di Champagne (che non va agitato), anziche’ lo shaker usate il mixer: un grosso bicchiere dai bordi alti, accompagnato dal cucchiaio a manico lungo che serve a mescolare gli ingredienti.

CHE COSA SI SERVE CON I COCKTAILS

Accompagnano bene i cocktails: olive, ciliegine da cocktail, mandorle o nocciole tostate. Le patatine sono sempre gradite, anche una scatola di minuscoli biscotti, tipo crackers al formaggio, al sale di sedano, al cumino, al finocchio, non dovrebbero mai mancare in casa per tali occasioni. I biscottini che avanzeranno, se sapete di non consumarli nei giorni immediatamente seguenti, li potrete conservare in una scatola a chiusura ermetica.

Come vedete, non serve essere grandi barmen per riuscire a servire un buon cocktail a chi viene a trovarvi.

Se invece i vostri invitati sono piuttosto numerosi, il cocktail si trasforma in una piccola riunione che esige naturalmente una preparzione piu’ accurata e un piu’ ricco assortimento di cose da mangiare. Normalmente il cocktail dovrebbe essere accompagnato soltanto da salatini, ma e’ ormai invalso l’uso di offrire anche qualche cosa di dolce. Ecco comunque una lista di quanto potrete offrire ai vostri ospiti.

BUFFET CALDO: pizzette; sfogliatine all’acciuga; panierini con crema di formaggio; piccoli rombi o rettangoli di polenta fritta; piccoli vol-au-vent con crema di funghi, con finanziera di pollo, con scampi; salsiccette in miniatura.

BUFFET FREDDO: sandwiches  e canape’ al prosciutto (cotto e crudo), con insalata russa, con gamberetti, con caviale, con salmone, con pasta di acciughe, con formaggi piccanti, ecc…

BUFFET DOLCE: piccoli bignè, pastine glassate, frutta caramellata,  marrons glacès, praline, fondants, gelatine di frutta, boeri.

DIZIONARIO

Shaker: e’ il contenitore doppio, che serve per agitare le miscele (puo’ essere di cristallo, d’argento, di metallo), insieme al ghiaccio tritato.

Mixer: o miscelatore, e’ un alto bicchiere di vetro, con relativo cucchiaio a manico lungo che serve per particolari tipi di cocktails che non vanno agitati con il ghiaccio, ma solo mescolati.

Short drinks: sono i cocktails che vanno serviti nei bicchieri piccoli.

Long drinks: sono miscele alcooliche, ma allungate con soda o seltz, che vanno servite in bicchieri alti e con cannuccia.

On the rocks: espressione che indica il Whisky puro, servito con uno o due cubetti di ghiaccio, senza soda.

Baby: e’ un whisky servito in piccola quantita’, in bicchiere medio senza piede, con un cubetto di ghiaccio.

Straight: con questo nome si indica un liquore servito in un bicchiere medio con un pezzo di ghiaccio.

Tumbler: e’ un bicchiere di forma cilindrica, alto, senza piede, in cui generalmente si serve il whisky con soda.

QUALCHE REGOLA GENERALE

  • Il cocktail anche se per una persona sola, si deve sempre preparare nell’apposito miscelatore.
  • Il ghiaccio dovrebbe essere frantumato a pezzetti, ma non tritato, perche’ se tritato, si scioglie troppo presto e finisce con l’annacquare i vari liquori.
  • Quando dovete preparare una certa quantita’ di cocktails, da servirsi piu’ tardi, fate attenzione a non aggiungere ghiaccio al miscuglio. Per servirlo a temperatura fredda basta tenere in frigorifero la caraffa fino al momento di offrirlo.
  • Ricordate ch i liquori che formano il cocktail, vanno versati sul ghiaccio e non viceversa.
  • I pezzetti di ghiaccio devono riempire non piu’ di 1/3 circa dello shaker.
  • Lo shaker si usa in due tempi, prima si agita vigorosamente, poi, dopo pochi secondi di sosta, piu’ lentamente.
  • Il cocktail va versato nei bicchieri non appena si e’ smesso di agitarlo, badando che non cada nel bicchiere nessun pezzetto di ghiaccio (per questo e’ meglio usare il colino).
  • Qualcuno puo’ pero’ desiderare un cubetto di ghiaccio nel bicchiere, in tal caso aggiungetelo appena prima di servire il cocktail.
  • L’oliva o la ciliegina va messa nei bicchieri prima di versarvi il cocktail. La scorza di limone o quella d’arancia va aggiunta invece dopo, quando il cocktail e’ gia’ stato versato nel bicchiere.
  • Se preparate dei cocktails da servire subito, non mettete nello shaker piu’ di quanto occorra per riempire 4 bicchieri. Ripetete poi l’operazione, se occorre, ancora una o due volte.
  • L’Angostura o un altro amaro da aggiungere in un cocktail si acquista in un bottiglino gia’ munito di contagocce; uno spruzzo equivale a tre o quattro gocce. Comunque, qualsiasi amaro va dosato con molta parsimonia.
  • Ricordate infine che l’ordine di successione degli ingredienti e’ il seguente”
  1. ghiaccio
  2. zucchero (se la ricetta lo richiede)
  3. succo di limone o di arancia (se la ricetta lo richiede)
  4. liquori
  5. Angostura o amaro


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